locandina
Presidente The Kobe Opera: Ryoko Hagiwara
Direttore d'Orchestra: Ken Nakamura
Regia: Hiroki Ihara
Lighting Designer: Harumi Haranaka
Assistente alle scene: Mina Kinukawa
Direttore di Palcoscenico: Tadashi Kurakata
Maestro collaboratore: Michi Takasaki

Personaggi e interpreti
Tsu: Sayaka Yoshida (6-7 novembre 1999)
Tsu: Hitomi Takagi (9-10 novembre 1999)
Yohyo: Mikio Kasai
Unzo: Hirotaka Yui
Sodo: Kenji Yamada

Scene: Antonio Mastromattei
Costumi: Giovanna Avanzi
Coro: Voci bianche del Teatro Fraschini e dell'Istituto Vittadini di Pavia
Maestro del Coro: Giuseppe Gulglielminotti Valetta
Orchestra: Orchestra Stabile di Como
Scenografia: Leonardo, Parma

Yuzuru

La nostra gru

La nostra opera
Ikuma Dan

Hiroki Ihara

Ken Nakamura



Yuzuru
Personaggi
Tsu: personificazione di una gru, moglie di Yohyo
Yohyo: un contadino ingenuo
Unzu: seguace di Sodo
Sodo: furbo, pensa solo a guadagnare soldi
bambini: amano giocare con Tsu

Epoca
La storia è ambientata in un'epoca indefinita

Luogo
Un villaggio sconosciuto coperto dalla neve

Atto I
Mentre Yohyo sonnecchia sotto il sole al tramonto, come sempre, arrivano i bambini per giocare con Tsu. Tsu non è in casa e quando i bambini insistono nel voler sapere dov'è, Yohyo dapprima si arrabbia ma poi torna il buonumore e vanno tutti insieme a giocare.

Nel frattempo arrivano Sodo e Unzo. Unzo racconta che Yohyo si è sposato di recente con Tsu; che il tessuto preparato da Tsu viene venduto a caro prezzo, e che questo tessuto pare sia senbaori (tela tessuta con mille piume), cioè la tela tessuta con le piume di una gru viva. Quindi Sodo approfitta dell'essenza dei proprietari per entrare nel locale tessiture dove trova delle piume di gru. In quel momento rientra Tsu. Il non rispondere alle domande che le fanno, ricorda loro il comportamento di un uccello; immaginano perciò che quelle piume siano di Tsu.

Arriva Yohyo. Sodo e Unzo gli suggeriscono di far fare un'altra tela a Tsu per guadagnare più soldi. Parlando del tessuto, Yohyo racconta che Tsu era apparsa improvvisamente alla porta e che lui una volta aveva salvato una gru ferita. I due si convincono che Tsu è una gru, che il senbaori è autentico e insistono ancor di più per convincere Yohyo. Tsu osserva attentamente questa scena. Le voci dei bambini non giungono a Tsu annichilita dalla paura, indecisa tra rabbia e malinconia. Lei rivela i suoi forti sentimenti per Yohyo e che si sta facendo manipolare poco a poco da quei due.

Alla fine Yohyo accetta di far tessere un'altra tela a Tsu per aumentare il guadagno. Yohyo è un pò titubante di chiedere a Tsu di fare il lavoro, ma l'attrazione per i soldi lo fa sragionare ed arriva fino al punto di minacciare di andarsene se Tsu non tesserà la tela.Tsu molto turbata, in preda alla rabbia verso Sodo e Unzo, corre fuori a cercarli sotto la neve finchè triste e sfinita, cade e perde conoscenza.

Atto II
Accorgendosi dello strano comportamento di Tsu, Yohyo va a cercarla e la trova stesa sulla neve. Tsu comprende che il cuore di Yohyo non batte solo per lei. Pur odiando profondamente i soldi, decide di tessere solo per un'ultima volta. Fa promettere a Yohyo di non guardare mentre lavora sul tessuto, e comincia a tessere.

Sodo e Unzo vanno a spiare nel locale e scoprono la vera natura di Tsu, confermano il valore del tessuto e vanno via. Yohyo lasciato solo si tormenta fra la promessa fatta a Tsu e la sua avidità ma non sa trattenersi dal guardare nel locale. Vede la gru e corre dietro l'immagine di Tsu fuori nella neve. Sodo e Unzo trovano Yohyo in fin di vita sotto la neve e lo soccorrono. Sentono la presenza di Tsu e si nascondono.

Tsu consegna il tessuto a Yohyo, gli racconta la verità e gli dice di non poter più vivere con lui. Yohyo riconosce la sua colpa e prega Tsu di portarlo con lei, ma Tsu lo lascia con la tristezza nel cuore. Come sembre vengono i bambini a trovare Tsu. Quando tutti se ne vanno, Yohyo vede una gru in cielo. Rimasto solo, lancia un urlo di dolore per la tragica fine causata da lui stesso.



La nostra gru
di Hiroki Ihara

L'opera Yuzuru è tratta dall'omonimo dramma di Junji Kinoshita, che si basa a sua volta sulla popolare leggenda della "greatitudine della gru", conosciuta in Giappone dai bambini agli anziani. Sospinta dalla musica composta dal maestro giapponese Dan Ikuma, Tsuru è tornata a nuova vita, da 47 anni vola per il mondo e finalmente è atterrata nell'Italia che ama.

Un uomo e una donna si incontrano in un paesaggio completamente bianco, celato tutto l'anno dalla neve. Tsu ama Yohyo e giura di stargli accanto in un ambiente a lei nuovo, rinunciando al mondo nel quale ha sempre vissuto. Col trascorrere del tempo il sentimento si trasforma: l'amore di Tsu cresce sempre più, mentre Yohyo si perde nella tranquillità di essere amato piuttusto che di amare.
Nonostante l'amore e la completa dedizione di Tsu, Yohyo attratto dal denaro che viene dalla città, perde la forza della coscienza facendosi rovinare da Sado e Unzo. Il dio denaro, come una potenza incontrollabile che fa smarrire la consapevolezza dei veri valori, arriva a dominare il suo cuore. Tsu, che vive solo per l'amore e ama così intensamente da essere disposta a donare la vita, ne rimane vittima.

"Non spiare mai quando io tesso..."

E' questa la richiesta fatta da Tsu per salvarsi la vita, ma Yohyo non è stato in grado di mantenere la promessa fatta. Il diverso sentire della donna, che voleva nascondere la verità per poter amare il suo uomo, troppo immaturo per amare, si conclude in una separazione.

Mi sembra ieri quando la presidentessa della Kobe Opera, Ryoko Idagiwara, mi ha proposto di coordinare e curare la regia di questa rappresentazione. Fortunatamente ho potuto avvalermi dell'appoggio e della collaborazione del maestro Dal Bon che stimo molto, dopodichè ho ricevuto conferma dal Teatro Fraschini di Pavia, dal Teatro Lauro Rossi di Macerata, dal Coro di voci bianche del Teatro Fraschini e dall'Orchestra Stabile di Como. Grazie a loro è stato possibile realizzare questo spettacolo.
E' un immensa gioia creare la "nostra Tsuru" in Italia (ormai la mia seconda patria), con i miei cari amici italiani: lo scenografo Mastromattei e la costumista Giovanna Avanzi, e con gli amici giapponesi: il maestro Ken Nakamura, che ammiro molto, e tutti gli altri artisti.



La nostra opera
di Ken Nakamura

Sono molto felice di aver avuto la possibilità, insieme ai miei più cari amici, di portare sui palchi italiani un'opera lirica giapponese interpretata in lingua originale.
Nel 1994, con il terremeto di Kobe abbiamo subito uno shock talmente violento sia sul piano fisico e materiale che su quello psichico, che ho pensato che non avrei potuto mai più dirigere un'opera lirica. Per questo stento a credere a quello che abbiamo realizzato.

La musica occidentale è stata introdotta in Giappone poco più di cent'anni fa. Allora sembrava appartenere ad una cultura totalmente estranea. L'accordo Do Mi Sol, la polifonia anche nella sua forma semplice, l'alternanza dinamica del piano e del forte, le melodie con ampie variazioni di scale musicali, non erano concepibili per la nostra mentalità. Ormai queste considerazioni fanno parte del passato, e la musica europea è già radicata nel quotidiano della nostra cultura, e penso che tutti voi vi siate accorti di quanto la musica lirica, l'arte operistica, si addicono alla cultura giapponese.

Dalla prima di Yuzuru, sono passati 47 anni e sono particolarmente orgoglioso di poter seguire quest'opera lirica, quella che è stata più spesso messa in scena tra le opere liriche giapponesi. Noi Giapponesi, che ci commoviamo passando dal riso alle lacrime quando assistiamo ad un'opera italiana, ci sentiremo felici aldilà di tutto se questa rappresentazione di Yuzuru avrà saputo parlare alla vostra sensibilità.



Ikuma Dan (compositore)

E' conosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori rappresentanti della creazione musicale giapponese. Le sue opere attingono ai generi musicali più diversi, dall'opera lirica alla sinfonia, dalla musica per coro o per orchestra a quella solistica, senza trascurare la musica per opere teatrali, e nemmeno le canzoni per bambini: il suo talento supera i confini tra i generi. La sua opera lirica Yuzuru, portata sui palchi oltre 650 volte, è così diventata l'opera che meglio rappresenta la produzione lirica giapponese.
Dan è anche un saggista apprezzato, la cui rubrica "Il fumo della pipa" prosegue da oltre 34 anni sulla rivista Asahi graph.

1945 Laurea in composizione presso la Scuola della Musica di Tokyo, in seguito diventata
Università delle Arti. Da quell'epoca si è dedicato dalla composizione all'esecuzione
delle proprie opere.
1951 Riceve il Premio Mainichi per la sua colonna sonora della versione teatrale di Yuzuru.
1953 Alla sua opera lirica Yuzuru vengono assegnati il Premio Mainichi per la musica,
il premio Inawa per la musica lirica e il premio di composizione Yamada Kosaku.
1957 Premio del nastro azzurro per le colonne sonore dei film "Il Paese delle Nevi" e
"Mesopotamia".
1966 Premio dell'Accademia giapponese delle Belle Arti per la sua attività complessiva di
composizione durante i vent'anni del dopo guerra.
1969 Premio del Ministero dell'Educazione per la suite corale "Divertimento".
1972 Premio del Ministero dell'Educazione per la sua opera lirica "Muschio Lucente".
1973 Viene ammesso tra i soci dell'Accademia giapponese delle Belle Arti.
1990 Premio NHK per la sua contribuzione alla cultura radiotelevisiva.
Premio della regione di Kanagawa per la Cultura.
1994 Debutto della sua opera lirica "Susano-o, un Dio fondatore" nell'Auditorio della
regione di Kanagawa, al Festival Hall di Osaka, al Teatro dell'Arte di Yokosuka.
1996 Replica dell'opera lirica "Susano-o" a Matsue nella provincia di Izumo, dove è
ambientato questo episodio della mitologia giapponese.
In occasione del Festival delle Arti della Regione di Kanagawa, l'opera lirica
"Muschio Lucente" viene riproposta dopo 23 anni.
1997 Prima dell'opera lirica "Takeru" in occasione dell'inagurazione del Nuovo Teatro
nazionale.
1998 Rappresentazione di Yuzuru al Festival della Cultura Giapponese 1998 in Russia.
Viene premiato dalla Japan Foundation.
1999 Gli è stato assegnato il premio per i meriti culturali.

Con lo scopo di studiare le musiche etniche, ha fatto numerosi viaggi, molto più di 100, in vari paesi dell'Europa, del Medio e Vicino Oriente, dell'Asia, dell'Oceania, del continente americano. In Cina in particolare, si è recato più di 50 volte. Tra le sue composizioni di maggior rilievo, vanno ricordate le opere liriche, sette in totale e in particolare "Yuzuru", "Muschio Lucente", "Susano-o", "Takeru", le sei sinfonie, la canzone "Per le strade dei fiori", la canzone per bambini "Dimmi perchè, elefante", come esempi di una produzione prolifica e variegata.
La sua produzione letteraria conta i 25 volumi di "Il fumo della pipa", "La canzone della lumaca", "Nove cieli", "Amo certe canzoni altre no", "Il vialetto della musica", "Se c'è poesia nel viaggio".



Ken Nakamura (direttore d'orchestra)

Con il padre maestro del coro e la madre cantante, comincia lo studio del pianoforte all'età di quattro anni, quello del clarinetto all'età di dodici anni, e a quindici si cimenta con la composizione. Dopo la laurea in Composizione alla Facoltà di Musica all'Università delle Arti di Tokyo, prosegue lo studio a livello specialistico con un Master in direzione d'orchestra, conclusosi con una ricerca su "La Fuga nel coro negli Oratori di Haendel" che lo consacra primo della graduatoria.
Dal 1978 al 1989, viene assunto al Teatro Comunale di Osnabrueck, al Teatro Comunale di Hof, al Teatro della Regione di Detmold, in qualità di direttore d'orchestra e di Maestro collaboratore, e viene incaricato della direzione di numerose opere liriche e danze.
Nel 1990 torna in Giappone, dove si dedica, oltre all'attività di Direttore d'Orchestra, alla composizione, esibendosi anche come pianista e cembalista. In qualità di professore presso la Facoltà di Musica dell'Università Femminile di Kobe, contribuisce alla formazione di numerosi giovani talenti nel campo della musica.



Hiroki Ihara (regista)

Nato a Osaka, si è diplomato in canto lirico con il Mo Shigeyuki yui presso l'accademia musicale i Osaka. Dopo aver studiato il canto lirico è entrato nella Kansai Opera di Osaka. Curando le regie ha collaborato con tanti registi, tra cui: Mineo Asuka, Naomichi Katsura, Jun Suganuma, Keichi Nakamura e Paolo Tomaselli.
Nel 1995 è stato inviato in Italia, dall'Agenzia per gli Affari Culturali, per studiare la regia avendo la borsa di studio Rohm Music Foundation. Dal 1995 partecipa come l'Assitente alla Regia del maestro Stefano Monti alle produzioni: "Turandot" del Teatro dell'Opera di Roma, "Falstaff" del Teatro Nuovo di Spoleto, "Rigoletto" del Teatro Gaetano Donizetti di Bergamo, "Le Nozze di Figaro" di Fano, "Il Trovatore" del Teatro Sociale di Como e del Teatro Fraschini di Pavia, e "Aida" e "Falstaff" della Kansai Opera di Osaka.
Nel 1998 ha firmato la regia della "Carmen" del Teatro Kawanisi. Lo stesso anno si è diplomato in regia con il maestro Antonello Madau Diaz presso l'Accademia Musicale Europea di Perugia.
Nel 1999 ha firmato la regia de "Il flauto magico" della Kobe Opera al Teatro Archaic di Amagasaki.

Copyright © 1999 testo e traduzione di Hiroshi Furukawa
Copyright © 1999 impaginazione di GiapponeMania®

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