Caratteristica del Giappone è la mancanza o la scarsa disponibilità di materie prime di origine locale: ad esempio, pur essendo uno dei maggiori produttori mondiali di acciaio, dispone di giacimenti di minerali di ferro che coprono appena l'1,5% del fabbisogno nazionale. Devono essere importati in larga misura anche i metalli necessari per la fabbricazione degli acciai speciali: il 100% del nichel e del cobalto, più del 50% del manganese.

Il Giappone dispone di considerevoli quantità di carbone da coke, ma più del 40% di questo combustibile deve essere importato. Per quanto riguarda gli idrocarburi, tutto
il fabbisogno di petrolio deve essere importato. Anche la metallurgia non ferrosa
dipende dalle importazioni (60% del piombo, 90% dello zinco, 50% del rame, 100%
della bauxite).

Con lo sviluppo dell'agricoltura, si rende necessaria l'importazione di fosfati per i fertilizzanti. Anche il legname, nonostante la buona dotazione di risorse forestali,
viene importato per circa il 44% del suo fabbisogno.

Le riserve carbonifere più consistenti sono situate nell'isola di Hokkaido, dove i centri
di estrazione modernamente attrezzati forniscono più del 40% della produzione giapponese. A sud-ovest di Hokkaido si trovano anche depositi di minerale ad alto contenuto di manganese. Nell'isola di Honshu vi sono invece ricchi giacimenti di
minerali di rame, mentre lo zolfo è spesso presente come prodotto di emissioni vulcaniche. Il principale campo di gas naturale in produzione si trova a est di Tokyo, mentre il principale giacimento di minerali di ferro viene sfruttato nella miniera di
Kaimishi (sulla costa del Pacifico).

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